Stress cronico: sintomi, cause e rimedi

Stress cronico: storia e retroscena

I termini “stress” e “stress cronico” sono molto utilizzati ma spesso non si hanno le idee così chiare su cosa siano e da cosa siano generati. Vediamo di approfondire meglio questo argomento.

Tra le primissime persone a parlare di stress vi fu Hans Selye (1907 – 1982) un medico austriaco che negli anni dell’università ebbe l’opportunità di fare esperimenti sui ratti da laboratorio iniettando sostanze che creavano ulcere gastriche. Dopo qualche esperimento, Selye vide che effettivamente i topi a cui veniva iniettata questa soluzione sviluppavano ulcere. Allo stesso tempo, però, notò che anche gli altri topi (a cui veniva invece iniettata una soluzione innocua) sviluppavano ulcere.

Allora iniziò a pensare che queste ulcere non fossero causate soltanto dalla sostanza iniettata ma anche da qualcos'altro, magari proprio le iniezioni dolorose che quei poveri ratti subivano. Per confermare la sua tesi, Selye iniziò a sottoporre questi ratti a tutta una serie di eventi “stressanti” come farli nuotare in acque gelide, chiuderli in gabbie molto strette fino a metterli muso a muso con dei predatori.

Sul lungo periodo vide che effettivamente i ratti a cui non era stato iniettato nulla ma erano stati “stressati” in altri modi mostravano tutta una serie di ricadute abbastanza simili. Così coniò il termine “stress” per indicare tutti gli eventi che in qualche modo attaccano l'organismo e riassunse tutti questi principi nel suo libro più famoso chiamato “The stress of life” uscito nel 1956.

Stress, eustress e distress

Quindi possiamo chiamare “stress” qualsiasi evento che attacca il nostro organismo e più nello specifico possiamo definire “eustress” (o "stress positivo") un evento a cui il nostro organismo riesce a reagire diventando anche più forte mentre definiamo “distress” ("stress negativo")un evento troppo gravoso a cui il nostro organismo non riesce a far fronte.

Per fare un esempio più comprensibile, un “eustress” potrebbe essere un allenamento fisico che ci permette di migliorare e diventare più forti mentre “distress” la frattura scomposta di un osso che in alcuni casi può far perdere la funzionalità di quell’area.

Il nostro organismo si è evoluto nel corso di milioni di anni e in un arco temporale così ampio ha dovuto fronteggiare situazioni molto complesse come carestie, epidemie, cataclismi di vario tipo che hanno innescato tutta una serie di risposte metaboliche, ormonali e chimiche permettendo al nostro corpo di superare questi stress diventando più forte e adattandosi alle condizioni che si erano venute a creare.

Stress acuto e stress cronico

Fondamentalmente ci sono due tipologie di stress. Lo stress acuto cioè di breve durata e lo stress cronico, molto più prolungato nel tempo. Anche qui facciamo qualche esempio per chiarire meglio questi concetti.

Immaginate di essere su un sentiero di montagna e di stare passeggiando tranquillamente in una bella giornata di sole. C'è un clima perfetto, voi siete completamente rilassati e la giornata è molto piacevole. Ad un certo punto, però, vi trovate di fronte una vipera. Improvvisamente i vostri occhi sono sbarrati, il vostro cuore accelera e i vostri muscoli sono pronti all'azione.

Questo è un esempio di stress acuto ovvero di una situazione potenzialmente pericolosa a cui dobbiamo essere in grado di reagire. Gli anglosassoni chiamano queste reazioni “fight or flight” (“combatti o scappa”) proprio perché di fronte a una vipera dobbiamo decidere immediatamente (in acuto) se combattere o scappare. Queste reazioni sono mediate da una branca del nostro sistema nervoso chiamato Sistema Nervoso Ortosimpatico che si occupa di attivarci e renderci pronti a scappare o lottare nel momento in cui ci troviamo di fronte a un potenziale pericolo.

Se vogliamo fare un ulteriore esempio questo corrisponde alla “scarica di adrenalina” (proprio perché il Sistema Ortosimpatico utilizza questa sostanza per mediare queste risposte) che tutti noi abbiamo provato di fronte a un forte spavento o a situazioni potenzialmente pericolose.

Ovviamente esiste un'altra branca del nostro sistema nervoso chiamato Sistema Nervoso Parasimpatico che invece si occupa di tutte quelle reazioni che controbilanciano il “fight or flight” e quindi si occupa di rallentare il battito cardiaco, la respirazione e permetterci di riposare e digerire. Per questo motivo gli anglosassoni chiamano queste altre reazioni “rest and digest” (riposo e digestione) proprio perché questa branca del sistema nervoso è molto più attiva quando siamo a riposo o durante i processi digestivi.

Stress cronico: la patologia del terzo millennio

L'altra tipologia di stress a cui abbiamo fatto cenno è lo stress cronico ovvero uno stress che non è improvviso né acuto ma più prolungato e dilazionato nel tempo come poteva per esempio essere un digiuno prolungato per i nostri antenati o come possono essere la stragrande maggioranza degli stress quotidiani.

Tutti noi, infatti, siamo stressati per mutui da pagare, bollette, code in tangenziale, preoccupazioni familiari o tensioni lavorative e questa somma di eventi ci fanno essere sotto stress 24 ore su 24 e a cascata innescano varie ricadute negative come l'insonnia o altre problematiche metaboliche e organiche. In caso di stress cronico il nostro organismo innesca risposte di tipo ormonale producendo in particolare il cortisolo definito anche “ormone dello stress”. Il cortisolo, tra le sue varie funzioni, ha anche quella di destrutturare la nostra massa magra per creare glucosio (cioè energia) da dirottare o al cervello o al sistema immunitario perché questi due organi sono quelli maggiormente sotto attacco in caso di stress cronico. Di questo argomento si parla approfonditamente nel webinar sull composizione corporea.

In genere il termine “stress” viene spesso visto con un'accezione negativa ma ricordiamoci che se l'essere umano è stato in grado di sopravvivere fino ai giorni nostri è proprio grazie a queste reazioni che ci hanno fatto adattare alle situazioni che si sono susseguite nel corso degli anni permettendoci di sopravvivere e diventando sempre più capaci nel fronteggiare gli stress prolungati.

Quindi il problema non sta tanto nell'eliminare lo stress quanto nel saperlo gestire e proprio Hans Selye diceva che lo stress è fondamentale per la vita. Quindi lo stress non va eliminato ma gestito.

Il problema sta nel fatto che oggi subiamo stress di bassa intensità ma prolungati nel tempo. Se ci pensiamo, infatti, per i nostri antenati era molto più facile trovarsi di fronte a stress acuti come lottare per approvvigionarsi il cibo o scappare da una belva feroce mentre oggi la somma di tensioni lavorative, familiari, economiche o sociali ci sottopongono a stress cronico e il nostro organismo, non essendo strutturato per sopportarlo per tempi così prolungati, va incontro a tutta una serie di risposte che sul lungo periodo però risultano essere deleterie.

Infatti, la stragrande maggioranza delle patologie più diffuse al giorno d'oggi c'entrano in qualche modo con lo stress cronico tant'è vero che nella letteratura scientifica si parla sempre più spesso di “Chronic Inflammatory Diseases” ovvero problematiche correlate con l'infiammazione. Tantissime patologie metaboliche come l'anemia o l'insulino resistenza possono essere in qualche modo correlate con lo stress cronico che a sua volta genera infiammazione cronica, argomento che abbiamo affrontato in questo articolo.

Bibliografia:

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F. Bottaccioli – “Il sistema immunitario: la bilancia della vita” – Tecniche nuove

W. Janig – “Il sistema neurovegetativo regolatore delle funzioni integrative nelle dinamiche corporee” – Futura Publishing Society

E. Poggiogalle, H. Jamshed, C.M. Peterson – “Circadian regulation of glucose, lipid and energy metabolism in humans”, Metabolism 2017

Rainer Straub – “The Origin of Chronic Inflammatory Systemic Diseases and their Sequelae” - Elsevier