Biochimica ed effetti dell'alcol sull'organismo

Alcol: conosciamolo meglio

L’etanolo (comunemente chiamato “alcol”) non è un vero e proprio macronutriente ma viene considerato uno “pseudo alimento” perché ha un alto contenuto energetico stimabile in circa 7kcal per grammo. Questa definizione acquisisce di significato se pensiamo che 1g di carboidrati apportano 4kcal e 1g di grassi 9kcal. La differenza sostanziale risiede nel fatto che carboidrati e grassi, se assunti in eccesso, possono essere stoccati in vari organi e tessuti mentre l’alcol deve essere metabolizzato ed eliminato al più presto dal fegato.

L’alcol viene assorbito dalla mucosa orale, dallo stomaco e, soprattutto, dall’intestino e, dopo essere stato metabolizzato, viene eliminato attraverso il sudore, le urine e l’espirazione (motivo per cui è possibile stimare il tasso alcol emico attraverso un etilometro). In genere la capacità di smaltimento l’alcol è abbastanza alta e corrisponde a circa 100mg per kg di peso corporeo all’ora, ma questo valore dipende da altri fattori quali età, sesso e efficienza enzimatica.

L’organo principalmente coinvolto nel metabolismo dell’alcol è il fegato che, quando l’apporto è limitato, ossida l’etanolo in aldeide acetica e poi in acido acetico poi riversato nel sangue. Invece, quando l’apporto diventa eccessivo, il fegato diventa incapace di metabolizzare tutto l’etanolo e riversa in circolo anche aldeide acetica, composto tossico (se non viene metabolizzato velocemente) perché in grado di danneggiare i tessuti.

Gli enzimi che metabolizzano l’alcol a livello epatico sono fondamentalmente tre:

  • Alcol deidrogenasi (o ADH): presente in diverse forme che influenzano le capacità individuali nella metabolizzazione dell’alcol

 

  • MEOS: acronimo che significa Sistema Microsomiale Ossidante l’Etanolo che può indurre una ipertrofia del Reticolo Endoplasmatico Liscio, un adattamento che permette di metabolizzare più in fretta l’etanolo ma anche i farmaci. Per questo motivo, chi fa utilizzo abituale di alcol, necessita di quantità superiori di farmaci per sortire gli stessi effetti. Un altro effetto del metabolismo dell’alcol tramite il MEOS è la produzione di acetaldeide (composto tossico) e radicali liberi in grado di danneggiare i tessuti corporei

 

  • Catalasi: enzima che interviene in maniera significativa soltanto quando si assumono grandi quantità di alcol

Effetti dell'alcol

Come detto, l’etanolo viene metabolizzato a acetaldeide che, quando l’assunzione di alcol è eccessiva, viene riversato in circolo. Questo composto è potenzialmente dannoso perché in grado di danneggiare i tessuti. Il nostro corpo ha innescato un meccanismo di protezione che induce il disgusto e il vomito quando i livelli di acetaldeide superano una certa soglia in modo da scoraggiare l’assunzione di altro alcol. Questo principio è utilizzato nella “terapia del disgusto” attraverso farmaci come il disulfiram.

Altro effetto nefasto dell’assunzione cronica di alcol è la produzione di radicali liberi su cui è bene spendere due parole. I Radicali Liberi chiamati anche Specie Reattive dell’Ossigeno (R.O.S.) e dell’Azoto (R.N.O.S.) vengono prodotti normalmente durante le reazioni biochimiche nel nostro organismo. Quello che danneggia è il loro eccesso (causato da infiammazione cronica, cattiva alimentazione, fumo, alcol, inquinamento…) e/o la mancanza di sostanze antiossidanti in grado di contrastarli. Infatti, i radicali liberi sono molecole “instabili” che per stabilizzarsi hanno bisogno di “prendere in prestito” un elettrone che ottengono reagendo con altre molecole (come carboidrati o proteine). Questo processo porta però alla destabilizzazione di un’altra molecola che a sua volta genererà un radicale libero innescando una reazione potenzialmente senza fine a meno che non intervenga una molecola (chiamata appunto “antiossidante”) in grado di cedere un elettrone rimanendo stabile.

Ma perché i R.O.S. creano danni? Perché possono reagire con i lipidi della membrana cellulare, danneggiarne il DNA e gli organuli e provocarne la morte. Inoltre, i radicali liberi sono in qualche modo correlati con una lunga lista di patologie neurologiche e cardiovascolari (Davies 1995). Per migliorare la situazione, ove necessario, è bene impostare uno stile di vita corretto facendo attività fisiche di breve/media durata, evitare il fumo e cibi processati o con cotture troppo prolungate e aumentare il consumo di frutta e verdura. In particolare, alimenti come gli agrumi e i frutti rossi sono ricchi di vitamina C ed E, carotenoidi e flavonoidi che possono donare un elettrone ai radicali rimanendo stabili e sono per questo definiti “antiossidanti”.

Inoltre l’assunzione cronica di alcol interferisce con il metabolismo di glucidi e lipidi portando ad alterazioni della glicemia, formazione di trigliceridi che possono depositarsi nel fegato portando alla steatosi epatica (o “fegato grasso”) e, sul lungo periodo, anche a una fibrotizzazione del tessuto epatico conosciuto come “cirrosi”.

Un ultimo effetto dell'alcol sul nostro organismo è quesllo esercitato sul Sistema Nervoso. Infatti l’alcol è una sostanza lipofila che riesce ad oltrepassare la barriera ematoencefalica causando reazioni psicoattive sul nostro cervello.

Alcol e dieta: alcune cose da sapere

L’istituto superiore di sanità (I.S.S.) consiglia di non superare 1-2 unità alcoliche al giorno per le donne e le 2-3 u.a. al giorno per gli uomini. Una unità alcolica corrisponde a circa 12g di alcol che equivale a:

  • Una lattina (330ml) di birra da 5%
  • Un bicchiere di vino (125ml) da 13%
  • Un bicchierino (40ml) di superalcolico da 37%

Questo quantitativo è quello consigliato per non incorrere in abusi ed eccessi che, come abbiamo visto, può avere effetti nefasti sull’organismo anche se il quantitativo di alcol per essere sicuri che non si abbiano effetti negativi è zero.

Tra l’altro l’alcol è uno dei nutrienti più calorici perché apporta ben 7kcal per ogni grammo e questo è un dato da tenere conto se dobbiamo tenere sotto controllo l’apporto calorico. Mentre è abbastanza semplice calcolare le kcal introdotte con gli alimenti (è sufficiente dare un'occhiata alle etichette nutrizionali) risulta più complesso stimare quelle che derivano dalla assunzione di bevande alcoliche. Vediamo allora di capire come calcolare le kcal provenienti dagli alcolici attraverso una formula che permette di stimare le kcal introdotte con l'alcol.

Grammi di alcol = Quantitativo (ml) x Gradazione x 0.8

Quindi 200ml di vino a 14% apportano: Grammi di alcol = 200 x 0.14 x 0.8 = 22.4g di alcol

Sapendo che 1g di alcol apporta 7kcal: 22.4 x 7 = 156.8 kcal

Un buon 10% del metabolismo basale di un adulto, quindi una quota da non sottovalutare per chi deve controllare l’introito calorico… Anche perché 200ml di vino corrispondono “soltanto” ad un bicchiere.

 

Bibliografia:

Davies KJ – “Oxidative stress: the paradox of aerobic life” - Biochem Soc Symp. 1995

N. Siliprandi, G. Tettamanti – “Biochimica medica” – Piccin 2011

Das S.K., Vasudevan D.M. – “Alcohol induced oxidative stress” – Life Sci. 2007

Wahren J., Ekberg K. – “Splanchnic regulation of glucose production” – Annu. Rev. Nutr 2007