L'artrosi (o osteoartrosi) è la forma di patologia articolare più comune al mondo. Per anni è stata descritta semplicemente come un processo di "usura" meccanica, quasi come se le nostre articolazioni fossero componenti di un'auto destinate a consumarsi irrimediabilmente. Oggi la scienza ci racconta una storia diversa: l'artrosi è una patologia degenerativa cronica che coinvolge l'intera articolazione - cartilagine, osso sottostante, legamenti e muscoli - ma che può essere gestita con successo per mantenere una vita attiva e dinamica.
Che cos'è l'Artrosi?
L'artrosi si verifica quando la cartilagine ialina, il tessuto elastico e scivoloso che riveste le estremità delle ossa, inizia a perdere la sua integrità. La sua funzione è quella di ridurre l'attrito e assorbire gli urti. Quando la cartilagine si assottiglia, l'osso reagisce ispessendosi e producendo “protuberanze” chiamate osteofiti. Questo processo può causare infiammazione della membrana sinoviale, dolore e rigidità.
Le articolazioni più colpite sono generalmente quelle sottoposte a maggior carico o a movimenti ripetitivi: ginocchio (gonartrosi),anca (coxartrosi),colonna vertebrale (spondiloartrosi) e le piccole articolazioni delle mani.
Cause e Fattori di Rischio: Non solo Età
Se è vero che l'invecchiamento aumenta la probabilità di sviluppare artrosi, esistono molti altri fattori determinanti su cui possiamo intervenire:
- Sovrappeso e Obesità: Il peso eccessivo aumenta il carico meccanico sulle articolazioni (specialmente ginocchia e anche),ma il tessuto adiposo produce anche molecole infiammatorie che danneggiano la cartilagine
- Traumi e Microtraumi: Vecchi infortuni sportivi o lavori che richiedono gesti ripetitivi possono predisporre a un'insorgenza precoce
- Sedentarietà: Contrariamente a quanto si pensa, il movimento è il "lubrificante" delle articolazioni. La cartilagine non riceve sangue direttamente; si nutre grazie al movimento che favorisce il ricambio del liquido sinoviale
- Fattori posturali: una scorretta distribuzione dei carichi sulle articolazioni (ad esempio per asimmetrie o per posture lavorative non corrette) possono sollecitare maggiormente alcune zone dell’articolazione favorendo l’insorgenza dell’artrosi
- Genetica: Esiste una predisposizione familiare, specialmente per l'artrosi delle mani
Sintomi: Come riconoscerla?
L'artrosi si manifesta in modo graduale in genere tardivamente rispetto all’inizio della malattia. Evolve in maniera cronica ma può avere periodi di miglioramento. Alcuni segnali tipici includono:
- Dolore "meccanico" locale: Compare con il movimento e migliora con il riposo
- Rigidità mattutina: in genere dura meno di 30 minuti (a differenza dell'artrite reumatoide)
- Crepitii: Sensazione di "sabbia" o scricchiolii durante il movimento
- Riduzione del range di movimento: Difficoltà a muovere completamente un’articolazione (ad esempio il ginocchio per allacciare le scarpe).
Diagnosi: Clinica e Immagini
La diagnosi si basa sulla storia del paziente e sull'esame fisico. La Radiografia (RX) è l'esame da preferire: può mostrare la riduzione dello spazio tra le ossa e la presenza di osteofiti. Tuttavia, esiste spesso una discrepanza tra le immagini e il dolore: persone con radiografie "brutte" possono avere meno dolore, e viceversa.
Trattamento
In genere è di natura conservativa (farmacologica, fisica) o chirurgica
- Terapia farmacologica: utile nelle fasi iniziali attraverso antinfiammatori, decontratturanti e iniezioni locali
- Terapia fisica: attraverso calore, massaggi, esercizi specifici soprattutto nelle fasi iniziali
- Terapia chirurgica: osteotomie, protesi, artrodesi, fondamentali soprattutto nelle fasi più avanzate
Il Ruolo dell'Osteopata nella Gestione dell'Artrosi
Sebbene non esistano cure che possano "rigenerare" la cartilagine consumata, l'obiettivo moderno è la gestione conservativa. In questo ambito, l'osteopata si inserisce come una figura interessante per il miglioramento della funzionalità articolare e la riduzione della sintomatologia dolorosa.
L'osteopata non si focalizza solo sull'articolazione danneggiata, ma analizza come il corpo sta compensando quel dolore. L'intervento osteopatico mira a:
- Ristabilire l'equilibrio biomeccanico: Se un'anca è artrosica, il paziente camminerà in modo asimmetrico, sovraccaricando la schiena o le ginocchia. L'osteopata lavora per armonizzare queste catene posturali
- Migliorare la mobilità tissutale: Attraverso tecniche manuali dolci, riduce le tensioni muscolari e fasciali che aumentano la pressione intra-articolare, dando sollievo immediato
- Stimolare la circolazione locale: Un miglior drenaggio e un miglior apporto sanguigno aiutano a gestire l'infiammazione cronica dei tessuti molli circostanti
- Educazione al movimento: L'osteopata guida il paziente verso una ripresa dell'attività fisica sicura, fondamentale per mantenere l'articolazione nutrita e funzionale
L'approccio osteopatico permette di trasformare un'articolazione "rigida" in una struttura capace di muoversi meglio, riducendo l’utilizzo di farmaci e migliorando la qualità della vita. Se cerchi un osteopata a Ivrea o in provincia di Torino sarò lieto di aiutarti fissando un appuntamento nel mio studio.
Bibliografia
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