Efficacia clinica del PRP e evidenze scientifiche: tra marketing e realtà

  • Home
  • /
  • Approfondimenti
  • /
  • Efficacia clinica del PRP e evidenze scientifiche: tra marketing e realtà

Efficacia clinica del PRP e evidenze scientifiche: tra marketing e realtà

Negli ultimi anni, il PRP (Platelet Rich Plasma o "Gel Piastrinico") è diventato uno dei trattamenti più discussi e utilizzati in ambito ortopedico e riabilitativo. Dagli studi medici ai centri sportivi d'élite, la promessa di utilizzare il sangue del paziente per "rigenerare" i tessuti ha creato aspettative enormi.

Tuttavia, per il professionista sanitario (medico, osteopata o fisioterapista) e per il paziente informato, è fondamentale distinguere tra il marketing e la reale efficacia clinica del PRP basata sulle evidenze scientifiche.

In questo articolo analizzeremo cosa dicono realmente gli studi più recenti (inclusi dati del 2026),sfatando falsi miti e chiarendo i protocolli più corretti.

Il processo tecnico: come nasce il PRP

Per comprendere la variabilità del trattamento, bisogna conoscere come viene prodotto. Il PRP viene preparato prelevando una provetta di sangue del paziente attraverso 4 fasi:

  1. Prelievo Venoso: Si prelevano in genere tra i 10 e i 60 cc di sangue.

 

  1. Centrifugazione: la provetta viene inserita in un macchinario che centrifuga e separa il sangue in base al peso specifico.

 

  1. Separazione: Si ottengono più strati:
  • Globuli rossi (da scartare per le infiltrazioni)
  • PRP ricco di Leucociti (LR-PRP, ha più effetti collaterali
  • PRP povero di leucociti (LP-PRP, ideale per le infiltrazioni)
  • Plasma

 

  1. Infiltrazione: Il medico aspira e inietta solo il concentrato piastrinico (l'obiettivo è di avere 3-5 volte la concentrazione basale).

Il grande dibattito: Ricco o Povero di Leucociti?

Esiste una differenza tra l'utilizzo del Leukocyte-Rich PRP (LR-PRP Ricco di leucociti) e il Leukocyte-Poor PRP (LP-PRP Povero di leucociti). Questo è il dettaglio tecnico che fa la differenza tra un trattamento efficace e uno doloroso.

Cosa dicono gli studi più recenti (2021-2026)?

Uno studio importante del 2021 ha confrontato le due tipologie nell'artrosi del ginocchio, evidenziando che:

  • Sicurezza: Il PRP ricco di leucociti (LR-PRP) causa significativamente più reazioni avverse locali, come dolore post-iniezione e gonfiore perché possono irritare la sinovia.
  • Efficacia: A lungo termine, non c'è differenza significativa nell'efficacia clinica tra i due.

Tuttavia, una Metanalisi del 2026 condotta da Xu et al. ha fatto ulteriore chiarezza, analizzando oltre 2000 pazienti.

  1. PRP vs Acido Ialuronico: Qualsiasi tipo di PRP è statisticamente superiore all'acido ialuronico a 6-12 mesi.
  2. Il vincitore: Il LP-PRP (povero di Leucociti) ha la più alta probabilità di successo, offrendo gli stessi benefici del LR-PRP ma minimizzando gli effetti collaterali sul paziente nei giorni successivi all'infiltrazione.

I dati contrastanti

Il primo ostacolo nel valutare l'efficacia del PRP è che... "il PRP" non esiste come standard unico.

Quando leggiamo studi scientifici che arrivano a risultati "inconcludenti", spesso è colpa della mancata standardizzazione. Ogni kit commerciale produce un concentrato diverso:

  • Concentrazione piastrinica variabile (2x, 5x, 10x rispetto al basale).
  • Presenza o assenza di Leucociti (LR-PRP vs. LP-PRP) perché confrontare uno studio che utilizza un Leukocyte-Rich PRP (L-PRP) con uno che usa un Leukocyte-Poor PRP (LP-PRP) è come confrontare mele con pere. Questa eterogeneità "inquina" i dati e rende difficile trarre conclusioni universali.

Le evidenze scientifiche per patologia

Non tutte le condizioni rispondono allo stesso modo. Ecco una panoramica basata sulla letteratura più rigorosa.

1. Artrosi (Ginocchio e Anca): Il campo d'applicazione migliore

È qui che troviamo le evidenze più solide. Diversi studi suggeriscono che il PRP sia superiore sia al placebo che all'Acido Ialuronico (HA) nel controllo del dolore e nel miglioramento della funzionalità a medio termine (6-12 mesi) per l'artrosi lieve-moderata. Attenzione però: l'effetto è puramente sintomatico e antinfiammatorio. Non esistono ad oggi evidenze forti in vivo sull'uomo che il PRP rigeneri la cartilagine o inverta il processo artrosico. Modula l'ambiente articolare, ma non "ricostruisce" l'articolazione usurata.

 

2. Tendinopatie (Achille, Rotuleo, Gomito): Risultati deboli 

In questo ambito la scienza è spesso impietosa.

  • Epicondilite:Molti RCT (Randomized Controlled Trials) di alta qualità non mostrano differenze significative a lungo termine tra PRP, soluzione salina (placebo) o dry needling.
  • Tendine d'Achille/Rotuleo: Il Gold Standard rimane il carico meccanico (esercizio fisico, terapia manuale). Quando il PRP viene aggiunto all'esercizio terapeutico, spesso non migliora i risultati rispetto al solo esercizio.

Il motivo è chiaro: nelle tendinopatie croniche, l'infiammazione non è la causa primaria (si tratta di degenerazione tissutale),quindi agire con fattori di crescita su un tessuto "disorganizzato" senza il corretto stimolo meccanico serve a poco.

 

3. Lesioni Muscolari: Nessuna accelerazione del recupero

Nonostante l'uso massiccio nello sport d'élite per "tornare in campo prima", gli studi sulle lesioni degli ischiocrurali (hamstrings) hanno dimostrato che il PRP non riduce significativamente i tempi di Return to Play e non diminuisce il tasso di recidiva rispetto alla riabilitazione standard. 

Conclusioni

Se dovessimo riassumere lo stato dell'arte in un messaggio da portare a casa: l'efficacia del PRP è reale ma circoscritta.

Non è una bacchetta magica e non sostituisce mai la riabilitazione attiva e la gestione del carico. Tuttavia, nell'artrosi di ginocchio, rappresenta oggi una valida opzione terapeutica, superiore all'acido ialuronico, a patto di utilizzare protocolli corretti (preferibilmente LP-PRP) per minimizzare gli effetti collaterali e il risultato funzionale.

Bibliografia

  1. Kim, J. H., Park, Y. B., Ha, C. W., Roh, Y. J., & Park, J. G. - "Adverse Reactions and Clinical Outcomes for Leukocyte-Poor Versus Leukocyte-Rich Platelet-Rich Plasma in Knee Osteoarthritis: A Systematic Review and Meta-analysis. Orthopaedic Journal of Sports Medicine (2021).
  2. Xu, B., et al. Leukocyte-rich versus leukocyte-poor platelet-rich plasma and hyaluronic acid for knee osteoarthritis: a systematic review and network meta-analysis. Journal of Orthopaedic Surgery and Research. Springer Link (2026).
  3. D. Vale, A Pereira, J.P. Andrade, J.P. Castro - "The role of Platelet-Rich Plasma Injection for Muscle Strains in athletes" - Cureus 2024 
  4. D.T.A. Vithran et. Al – “The Efficacy of Platelet-Rich Plasma Injection Therapy in the Treatment of Patients with Achilles Tendinopathy: A Systematic Review and Meta-Analysis” – J Clin Med 2023