Composizione corporea: le basi da conoscere

Composizione corporea: le basi da conoscere

La composizione corporea è quel settore che ci permette di capire da cos’è composto il nostro corpo. Facciamo un esempio pratico. Quando saliamo su una bilancia sappiamo che il nostro peso è, ad esempio, 70kg. La composizione corporea ci permette di capire che questi 70kg sono suddivisi in 50kg di muscolo, 10kg di grasso, 6kg di osso e così via. Siamo quindi di fronte ad una branca della scienza che ci permette di capire la quantità delle componenti del nostro organismo e soprattutto, consultando opportune tabelle, capire se i nostri valori sono in linea con i parametri di salute.

A cosa ci serve tutto questo? Beh, a molto. Sapendo, ad esempio, se i valori del nostro tessuto muscolare siano sotto la soglia di “normalità” possiamo intervenire attraverso stimoli opportuni (allenamento e alimentazione in primis) per ripristinare questi valori. Negli ultimi anni, infatti, si è visto che il tessuto muscolare è legato a doppio filo con le aspettative di vita, l’idratazione, lo stato infiammatorio e il benessere in generale. E questo discorso possiamo farlo anche per gli altri tessuti corporei soprattutto quello adiposo.

Va da sé che la composizione corporea negli ultimi anni abbia riscosso sempre più interesse sia per motivi estetici che legati alla salute e la ricerca di strumenti che ne permettessero la stima ha seguito questa esigenza. Negli ultimi decenni le tecnologie in questo settore si sono affinate permettendo di quantificare in maniera sempre più precisa le varie componenti dell’organismo. Ognuno di questi metodi di misurazione presenta pregi e difetti e l’obiettivo finale resta quello di trovare un metodo di misurazione preciso, ripetibile, non invasivo e con un costo accessibile in modo da comprendere come il corpo cambia in base agli stimoli che deve fronteggiare.

L’uomo nasce con un patrimonio genetico che lo accompagna per tutta la vita fornendo un’impronta psichica, fisica e comportamentale al soggetto. La genetica incide per un 20% circa sullo sviluppo dell’individuo, mentre il restante 80% è il peso dell’epigenetica, ovvero tutti gli stimoli ambientali (temperatura, alimentazione, attività fisica e lavorativa, condizioni sociali…) che hanno quindi un peso enorme sullo sviluppo dell’organismo, basti pensare a quanto potrebbero essere diversi due gemelli se, separandoli alla nascita, venissero fatti crescere uno a Rio de Janeiro e l’altro a Capo Nord.

La composizione corporea viene spesso vista come una mera misurazione di masse corporee verificando quanto queste distino dagli standard, una sorta di fotografia dello stato di salute che sarà poi confrontata con quelle future. Si può fare di meglio. L’obiettivo della composizione corporea dovrebbe essere quello di misurare per capire perché il soggetto si trova in quella situazione fisica deducendo le situazioni che lo hanno portato a quei valori e pianificando una strategia alimentare, fisica e psichica per recuperarne i valori fuori norma.

Per comprendere a fondo le logiche della composizione corporea è però necessario un ulteriore sforzo, uscendo dai parametri fisiologici e addentrandoci in quella zona grigia tra fisiologia e patologia per capire come cambiano le leggi che governano il corpo umano dalla salute alla malattia. Misurando e comprendendo la fisiologia del soggetto è possibile valutare quale parametro è più lontano dagli standard, impostando un corretto piano di recupero. Spesso si fa il contrario cercando di forzare la fisiologia del soggetto “tirandola” nella direzione che fa più comodo all’operatore.

Misurazione della composizione corporea

La corretta qualità e quantità delle componenti corporee sono alla base della salute del soggetto. La scoperta della correlazione tra muscolo, grasso e predittività di alcune patologie cronico degenerative ha dato un forte impulso allo studio della composizione corporea e allo sviluppo di strumenti in grado di misurarne i cambiamenti. Alcuni di questi sono molto complessi e costosi e vengono utilizzati solo in diagnostica medica e in ricerca, mentre per il quotidiano approccio col paziente si è reso necessario l’utilizzo di strumenti più economici e meno invasivi. Per comprendere meglio la composizione corporea attraverso gli strumenti più semplici e reperibili, trovo esaustivi gli istogrammi proposti nel Grafico 1, prendendo come esempio un uomo di 75kg.

Grafico 1 – Esempio della distribuzione delle masse corporee a seconda del tipo di analisi effettuata

- Quantitativa: un’analisi monocompartimentale con metodi come la bilancia forniscono informazioni quantitative del peso corporeo senza differenziare le componenti corporee. Con questo metodo possiamo valutare soltanto un aumento o una perdita di peso

- Qualitativa: analisi bicompartimentali con metodi come la plicometria o le circonferenze stimano la quantità di massa grassa deducendo, per sottrazione dal peso totale, la quantità di massa magra. Forniscono informazioni sull’andamento della massa grassa, ma non è possibile dare informazioni sull’andamento di quella magra

- Cellulare: un’analisi tricompartimentale come quella fornita da alcuni bioimpedenziometri forniscono informazioni sulla massa cellulare, su quella extracellulare e sulla massa grassa. Questo permette di monitorare meglio l’andamento delle principali componenti corporee

- Funzionale: alcuni strumenti come gli spettrometri di massa permettono di differenziare ulteriormente le componenti organiche fornendo con sufficiente precisione una stima di importanti componenti come la massa muscolare, la massa ossea, l’acqua intracellulare, l’acqua extracellulare, il glicogeno e una differenziazione del grasso intramuscolare e viscerale. Una profonda conoscenza della fisiologia umana oltre all’analisi di altri parametri fornisce un quadro sullo stato di salute del soggetto e permette di pianificarne una strategia nutrizionale, fisica e psichica per ricondizionarlo

Bibliografia:

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