Matrice Extracellulare e infiammazione

Matrice Extracellulare e Infiammazione: L'Anello Mancante nella Composizione Corporea

Nell'ambito dell'analisi della composizione corporea, l'attenzione clinica è quasi sempre monopolizzata dalle misurazioni di massa magra e massa grassa. Eppure, esiste un "terzo incomodo" che determina il successo o il fallimento di ogni piano nutrizionale e di allenamento: la Matrice Extracellulare (ECM).

Costituendo dal 15% al 20% del peso corporeo in fisiologia, la matrice non è una semplice impalcatura inerte, ma il vero e proprio crocevia di scambi metabolici tra l'ambiente intra ed extracellulare. Quando questo ambiente si infiamma o si altera, si instaura un vero e proprio blocco metabolico. Per un professionista della nutrizione o del movimento, capire lo stato della matrice extracellulare è il primo passo per sbloccare i pazienti "resistenti" al dimagrimento o all'ipertrofia.

Anatomia Funzionale della Matrice Extracellulare

La matrice extracellulare riveste un ruolo centrale in gran parte dei processi metabolici tra l’ambiente intra ed extracellulare. Le cellule non sono le uniche costituenti dei tessuti perché si trovano “immerse” in questa matrice che riempie lo spazio tra le cellule mantenendo forma e funzione del tessuto che compone. Oltre alla funzione di sostegno, la matrice extracellulare è coinvolta nei processi di comunicazione, proliferazione e sviluppo dei tessuti con cui viene a contatto. È una struttura molto complessa costituita da più componenti:
 
  • Proteine strutturali: come l’elastina, la laminina e soprattutto il collagene con cui viene definito un insieme di proteine che formano fibre extracellulari praticamente in ogni tessuto, differenziandosi in base alle necessità funzionali. Ad esempio nei tendini le fibre di collagene sono spesse e raggruppate in fasci in modo da fornire resistenza alla trazione mentre nelle ossa si aggrega al calcio per conferire solidità strutturale.

 

  • Proteoglicani: le proteine strutturali della matrice sono immerse in un gel formato da proteoglicani e GAG. I proteoglicani sono grosse molecole che si legano bene all’acqua e regolano il trasporto di acqua e elettroliti consentendo gli scambi con le cellule confinanti. Il reticolo che ne risulta funziona anche da filtro che facilita il passaggio di alcune sostanze e impedisce il passaggio di altre. Svolgono anche funzioni strutturali, conferendo rigidità e stabilità al tessuto che compongono motivo per cui sono abbondanti nelle cartilagini articolari o nei dischi intervertebrali

 

  • Glicosaminoglicani (GAG): di cui l’acido ialuronico è il più diffuso. La loro funzione è quella di legarsi all’acqua, giocando un ruolo importante nel regolare la viscosità e la permeabilità della matrice extracellulare, impedendo la diffusione di batteri o altre sostanze in caso di infiammazione localizzata. Costituiscono la cartilagine ialina e il liquido sinoviale dove svolgono un’azione lubrificante

 

  • Proteine specializzate: tra cui la fibronectina, la condronectina e l’osteonectina (con funzione di sostegno e di aggregazione) e l’elastina, che conferisce elasticità in tessuti come le arterie o i legamenti che subiscono continuamente distensioni e contrazioni. Queste componenti determinano se un tessuto è fluido e recettivo (salute) o rigido e inaccessibile (fibrosi e infiammazione).

 

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L'immagine qui sotto riassume i rapporti tra le cellule e le varie componenti della Matrice di alcuni tessuti corporei.

Ritmi Circadiani e Rimodellamento (Sol-Gel)

La matrice subisce un turnover e un rimodellamento continuo, dettato dai ritmi circadiani e dall'asse dello stress (Sistema Ortosimpatico e Cortisolo).

  • Fase di degradazione ("Stato di Sol"): Nella prima parte della giornata (indicativamente 03:00 - 15:00),il picco di cortisolo e dell'attività simpatica promuovono il catabolismo fisiologico della matrice, rendendola più fluida.

  • Fase di ricostruzione ("Stato di Gel"): Nella seconda parte della giornata e di notte, il calo del cortisolo e l'attivazione del parasimpatico favoriscono l'anabolismo e la rigenerazione tissutale.

Sappiamo che l’organismo umano ha una circadianità dettata dalla luce solare e dagli assi dello stress(cortisolo e Sistema Ortosimpatico) che permettono un rimodellamento funzionale delle strutture corporee, matrice extracellulare compresa. Per mantenere la corretta funzionalità dei tessuti, è fondamentale che i processi di degradazione (catabolismo) e ricostruzione (anabolismo) della matrice siano bilanciati. Infatti se prevale il catabolismo si genererà atrofia dei tessuti, mentre un eccessivo anabolismo porterà a tessuti rigidi e fibrotici causando una perdita di funzionalità.
 

L'Infiammazione Cronica e la Matrice Fibrotica

Ed è proprio nell'equilibrio tra anabolismo e catabolismo che risiede il più grande ostacolo clinico. Infezioni virali/batteriche, fumo, cattiva alimentazione, sedentarietà o alterazioni del sistema linfatico possono rompere questo equilibrio, scatenando un'infiammazione cronica di basso grado. Parallelamente, l'eccesso di Radicali Liberi (ROS) danneggia le proteine strutturali. Il risultato clinico? La matrice diventa rigida e fibrotica.

 

Se questo stato infiammatorio si protrae nel tempo si parla di infiammazione cronica, una condizione in cui la quantità di cataboliti prodotti è superiore alla capacità di smaltimento. In particolare si è visto che stati infiammatori e l’attivazione cronica degli assi dello stress portano all’attivazione delle MetalloProteinasi, una famiglia di enzimi che hanno il ruolo di metabolizzare le proteine della matrice per liberare spazio. Questi spazi diventano utili per l’infiltrazione di cellule che riparano i tessuti danneggiati (come i leucociti),ma possono anche essere occupati dai cataboliti, provocando un aumento della matrice stessa. Siccome tra le proteine della matrice c’è anche il collagene che abbiamo visto essere centrale per l’integrità di tendini e articolazioni, salta all’occhio quanto la circadianità organica sia fondamentale anche nella prevenzione degli infortuni oltre che per il benessere in generale.

 

 
Quindi, risulta chiaro che in condizioni di stress cronico e di circadianità alterata vengano compromessi gli scambi e la comunicazione intercellulare che può ripercuotersi su tutto l’organismo, in quanto la matrice è a contatto con ogni tessuto, organo e apparato.

Le Conseguenze Metaboliche: Composizione Corporea e PNEI

Una Matrice Extracellulare (ECM) fibrotica e infiammata ha ripercussioni sistemiche devastanti che potrebbe spiegare molti fallimenti terapeutici:

  1. Comunicazione Ormonale:  in caso di matrice fibrotica, anche tutto il trasporto ormonale e di neurotrasmettitori diventa inefficiente compromettendo lo scambio di informazioni e la risposta ormonale agli stimoli.

  2. Barriera immunitaria:  La Matrice contribuisce a formare le muscose respiratorie, gastrointestinali e urogenitali che, essendo la prima barriera immunitaria contro gli agenti esterni, diventano più sensibili e possono causare allergie inalatorie, infezioni genitali o problematiche al tratto digerente.

  3. Degenerazione Articolare e Tendinea: le proteine della matrice sono presenti sottoforma di proteoglicani nelle cartilagini articolari e questo può costituire la base di degenerazioni articolari e fibromialgia per il tessuto connettivo muscolare.

  4. Disfunzioni dell'Epitelio Vascolare (Endotelio): La lamina basale contribuisce a formare il rivestimento interno dei vasi sanguigni. Una sua degradazione può essere alla base della degenerazione dell’epitelio predisponendo a problematiche come l’aterosclerosi. Tra l’altro l’epitelio dei vasi sanguigni produce e rilascia ossido nitrico (NO) che ha effetti vasodilatatori. In condizioni di infiammazione cronica viene inibita la produzione di NO causando vasocostrizione. Per questo motivo è comune trovare soggetti "infiammati" che hanno difficoltà a riscaldare mani e piedi (fino a quella che è definita sindrome di Raynaud) o disfunzione erettile, direttamente collegata ad un buon funzionamento dell’alternanza di vasocostrizione e vasodilatazione.

 

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Bibliografia:

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