Quando cerchiamo le cause del mal di schiena, siamo abituati a pensare subito a ernie, protrusioni o posture scorrette. Tuttavia, la ricerca scientifica recente ha puntato i riflettori su un colpevole spesso invisibile e sottovalutato: il grasso intramuscolare. Prima di capire come questo influenzi la colonna vertebrale, dobbiamo però comprendere dove e come il nostro corpo accumula l'energia in eccesso.
Cos'è il grasso intramuscolare
Il nostro organismo tende a stoccare il grasso principalmente in tre aree:
- sotto la pelle: chiamato grasso sottocutaneo, ovvero quello strato che possiamo "pinzare" con le dita
- attorno ai visceri: il grasso viscerale, che si accumula tra i visceri ed è fondamentale per lo scivolamento reciproco tra gli organi nonché per ammortizzare eventuali urti, proteggendoli
- nei muscoli: chiamato grasso intramuscolare (o Intra Muscular Adipose Tissue) ovvero quell'accumulo adiposo non visibile dall'esterno che si stocca all'interno del tessuto muscolare
Ovviamente questa è una differenziazione "didattica" perché il grasso può essere stoccato in molti più tessuti, ma queste tre aree risultano quelle in cui l'accumulo di adipe è decisamente maggiore. Se vuoi approfondire le dinamiche relative alla massa grassa puoi consultare la lezione 7 del webinar dal titolo "Massa grassa in ambito P.N.E.I.".
Nei soggetti sani, il grasso sottocutaneo, viscerale e IMAT aumentano e diminuiscono in maniera proporzionale mentre in condizioni di iperalimentazione e infiammazione cronica (causata, ad esempio, da stress cronico) il grasso intramuscolare può aumentare maggiormente.
Questo avviene perché i tessuti dei soggetti cronicamente stressati e infiammati producono sostanze (chiamate citochine) che alterano il metabolismo corporeo e portano ad accumulare grasso a livello viscerale e intramuscolare che a sua volta produrrà citochine innescando un circolo vizioso.
Perché il grasso intramuscolare è pericoloso?
Nel caso si verifichi un aumento di grasso intramuscolare si innescheranno una serie di ricadute:
- minor efficienza muscolare: perché il grasso è un "cattivo conduttore" per l'impulso neuromuscolare e può comprometterne la funzionalità
- minor capacità di stoccare acqua intracellulare: perchè il tessuto adiposo, essendo praticamente anidro, occupa spazio e tende a rendere il muscolo (e quindi l'organismo) più disidratato (ricordiamo che il tessuto muscolare è formato per circa il 75% da acqua).
- minor espressione di forza muscolare: perchè un muscolo meno efficiente è anche un muscolo meno in grado di esprimere forza. Questa perdita di forza è chiamata "dinapenia".
Le ultime evidenze scientifiche ci dicono che la degenerazione del disco intervertebrale e l'infiltrazione di grasso nei muscoli paravertebrali si alimentano a vicenda:
Danno al Disco: Il disco degenerato rilascia citochine infiammatorie (TNF-α, IL-1β) e invia segnali nocicettivi.
Inibizione Riflessa: Per proteggersi dal dolore, il sistema nervoso "disattiva" il multifido che non si contrae più correttamente.
Infiltrazione di Grasso (IMAT): Non venendo usato, il muscolo si atrofizza e si riempie da grasso.
Instabilità e Peggioramento: Il multifido pieno di grasso non stabilizza più la colonna => il disco degenera ancora di più => ricomincia il ciclo.
Nell'immagine qui sotto si può vedere una Risonanza Magnetica con accumulo di grasso intramuscolare o Intra Muscular Adipose Tissue in zona lombare.
L'IMAT può stoccarsi in praticamente tutti i muscoli e comprometterne la funzionalità. Non è raro, infatti, vedere risonanze magnetiche in cui il multifido e i paravertebrali sono "infarciti"di grasso intramuscolare. Questi soggetti, in genere sovrappeso, soffrono di mal di schiena dovuta anche alla poca funzionalità dei muscoli che controllano la postura della colonna. Ecco un esempio di come la composizione corporea può incidere sul benessere posturale del soggetto. Alla luce di quanto detto cerchiamo di capire come risolvere il mal di schiena.
1) Se siamo in sovrappeso perdere qualche kg aiuterà senz’altro. Soggetti con pance molto prominenti spostano il baricentro corporeo in avanti e creano una maggior tensione a carico dei muscoli lombari che, sul lungo periodo, scateneranno dolore. Un’attività fisica costante contrasta anche i livelli di IMAT nei muscoli coinvolti e questo permette una migliore attivazione e controllo posturale nei muscoli lombari/addominali.
2) A livello alimentare sarà opportuno creare un deficit energetico bilanciando le kcal assunte e quelle consumate secondo le esigenze del soggetto. Tra le principali cause dell’accumulo di IMAT vi è sicuramente un eccesso alimentare che nel tempo si è trasformato nel sovrappeso tipico di chi ha alti livelli di grasso intramuscolare. Un’alimentazione corretta permette di controllarne l’accumulo.
3) Ma soprattutto è opportuno controllare lo stato infiammatorio cronico attraverso strategie come:
- limitare gli eventi stressanti (ove possibile) concentrando quelli su cui abbiamo il controllo nella prima parte della giornata in modo da sincronizzare il ciclo attività/riposo con quello giorno/notte.
- evitando cibi "pro infiammatori" (come grassi saturi e zuccheri semplici) e aumentando quelli “antinfiammatori” (come frutta e verdura) e assumendo un corretto quantitativo di acqua (almeno 30ml per ogni kg di peso corporeo "ideale")
- eseguendo un’attività fisica costante (almeno 2/3 volte a settimana) perché i muscoli, quando stimolati, producono citochine antinfiammatorie che aiutano nel controllo dell’infiammazione
Bibliografia:
C.A. Vella, M.A. Allison – “Associations of abdominal intermuscular adipose tissue and inflammation: the multi ethnic study of atherosclerosis” (2018)
AA.VV. – “Biologia: cellula e tessuti” – Edi Ermes (2014)


