Nella pratica clinica e sportiva, l'idratazione non è un semplice calcolo dei liquidi in entrata e in uscita. Per i professionisti della nutrizione e del fitness, saper valutare i compartimenti idrici di un paziente significa avere una finestra diretta sul suo stato metabolico, infiammatorio e di performance. In un soggetto sano, l'Acqua Corporea Totale (Total Body Water, TBW) è la componente più abbondante, rappresentando il 50%-65% del peso corporeo. Tuttavia, il dato cruciale per chi analizza la composizione corporea non risiede nel volume totale, ma nella distribuzione dei fluidi. In generale possiamo tenere buoni questi parametri:
Total Body Water (TBW): 50%-65% del peso corporeo
Intra Cellular Water (ICW): 57%-60% della TBW
Extra Cellular Water (ECW): 40%-43% della TBW
Il "Fluid Shift": Rapporto tra Acqua Intracellulare ed Extracellulare
Attraverso un'analisi bioimpedenziometrica (BIA),il compartimento idrico si divide in due grandi aree che devono rispettare un equilibrio fisiologico preciso:
Acqua Intracellulare (ICW): Rappresenta il 57%-60% della TBW. È l'acqua metabolicamente attiva, fondamentale per l'idratazione cellulare e strettamente legata allo stoccaggio del glicogeno muscolare.
Acqua Extracellulare (ECW): Rappresenta il 40%-43% della TBW. Comprende il plasma sanguigno, i liquidi interstiziali e transcellulari.
Un'alterazione di questo rapporto (un aumento dell'ECW a discapito della ICW) è il primo campanello d'allarme clinico. Questo fluid shift è spesso sintomo di infiammazione sistemica di basso grado, malnutrizione, sarcopenia o stress cronico (con alterazione dei ritmi del cortisolo).
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Bilancio Idrico e Omeostasi Metabolica
Per espletare le funzioni organiche, l'organismo deve mantenere l'omeostasi idrica e idrosalina attraverso il controllo neuroendocrino (mediato da ormoni come vasopressina e aldosterone).
Oltre all'acqua esogena (assunta con cibi e bevande),è fondamentale considerare l'acqua endogena prodotta dalle reazioni metaboliche. Nello specifico, l'ossidazione dei macronutrienti produce acqua: da 100g di carboidrati si formano 55g di acqua, da 100g di proteine 40g, e da 100g di lipidi ben 108g.
Come stimare il Fabbisogno Idrico nei pazienti?
Nella stesura di un piano nutrizionale, i professionisti possono fare riferimento a due metodi principali per calcolare l'apporto idrico ottimale:
Parametro del peso corporeo: Si calcolano almeno 30ml/kg di peso corporeo (da considerare come soglia minima). Un paziente di 70kg necessiterà quindi di almeno 2.1 litri di acqua al giorno.
Parametro dell'introito calorico: Si calcola 1 ml per ogni kcal assunta nel piano dietetico.
Nota Clinica: In regimi iperproteici, è opportuno aggiungere 4-5 ml per ogni grammo di proteine assunte, per assicurare la corretta eliminazione dei cataboliti derivanti dal metabolismo azotato. Pertanto, una dieta da 2000 kcal con 80g di proteine richiederà circa 2.3-2.4 litri di acqua.
Bisogna inoltre valutare attentamente in sede di anamnesi l'assunzione di alcol, che interferisce sui meccanismi ormonali del bilancio idrico, accentuando la disidratazione (urine scure, stanchezza cronica, crampi).
Come accorgersi della disidratazione?
Come accorgersi se si è disidratati? Un test di bioimpedenziometria può dare risultati attendibili sul nostro grado di idratazione/disidratazione ma se non disponiamo di questi strumenti possiamo valutarlo empiricamente. Il colore cronicamente scuro delle urine è un segno che stiamo assumendo troppa poca acqua rispetto al nostro fabbisogno. Altri sintomi tipici di disidratazione sono pelle secca, crampi muscolari e stanchezza cronica. A proposito, sapevi che i muscoli sono un validissimo alleato per chi soffre di disidratazione? Ne abbiamo parlato in questo articolo.
Per mantenere l’omeostasi, e quindi la salute, deve essere garantito anche un bilancio idrosalino cioè un corretto rapporto tra acqua e elettroliti in essa disciolti. L’equilibrio idrosalino risulta fondamentale per un buon funzionamento delle nostre cellule. L’impulso nervoso, la contrazione muscolare o il battito cardiaco non potrebbero avvenire se non ci fosse un potenziale di membrana che dipende dall’eccitabilità dei tessuti e dall’equilibrio idrosalino. I principali ioni corporei sono il Sodio, Potassio, Magnesio e Calcio a cui dedicheremo qualche approfondimento. Vediamo allora di dispensare qualche consiglio pratico per idratarsi correttamente e di chiarire i concetti di bevande isotoniche, ipotoniche e ipertoniche.
Idratazione nello Sport: Gestione dell'Osmolarità e Bevande Isotoniche
Nella prescrizione per gli sportivi, non basta indicare il volume dei liquidi, ma è necessario curarne l'osmolarità per garantire l'assorbimento cellulare e il mantenimento del potenziale di membrana.
La concentrazione fisiologica dei fluidi corporei si aggira attorno ai 300 mOsm/l. Bevande con osmolarità superiore (500-600 mOsm/l, come molti succhi di frutta) sono ipertoniche: richiamano acqua nell'intestino, rallentano i tempi di svuotamento gastrico e non idratano efficacemente durante lo sforzo.
Per atleti sottoposti ad attività ad alta intensità, è possibile consigliare la formulazione di una bevanda isotonica (perfettamente compatibile con i fluidi corporei) composta da:
1 litro di acqua
50g di carboidrati (zuccheri)
1g di sale (sodio)
Il succo di mezzo limone (per migliorare la palatabilità e apportare tracce di minerali)
A questi argomenti è dedicata tutta la Lezione 5 del Webinar sulla Composizione Corporea, clicca qui per vedere gli argomenti.
Bibliografia:
Valitutti G., Tifi A., Gentile A. - "La chimica in moduli" - Zanichelli
Pelizza G. - "COMPOSIZIONE CORPOREA - Dalla fisiologia alla pratica"
Arienti G., Fiorilli A. - "Biochimica dell'attività motoria" - Piccin
AA.VV. - "Biologia. Cellule e tessuti" - EdiErmes


