Nell'ambito della Composizione Corporea, la massa grassa è stata sempre considerata un tessuto inerte, un semplice "peso" da perdere per raggiungere lo stato di fitness. Tuttavia, le ultime ricerche in ambito PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia) hanno radicalmente cambiato questa visione.
Oggi sappiamo che il tessuto adiposo non è un mero deposito, ma un vero e proprio organo endocrino e immunologico, con un ruolo centrale nella modulazione dell'infiammazione sistemica, della sensibilità insulinica e persino del comportamento alimentare.
Per un professionista della nutrizione, dell'allenamento e del benessere in generale, un'analisi approfondita della composizione corporea non può limitarsi al calcolo della percentuale di grasso assoluto, ma deve valutarne la localizzazione, l'attività metabolica e il grado di infiammazione.
Oltre il Bilancio Calorico: L'Anatomia dell'Organo Adiposo
A livello strutturale, il tessuto adiposo è il compartimento più povero di acqua (8%-10%) e il più ricco di trigliceridi (85%-90%). Grazie al fatto che 1 grammo di grasso sviluppa circa 9 kcal, offre un rapporto ottimale tra volume occupato ed energia stoccata, permettendo a un adulto medio di immagazzinare oltre 100.000 kcal. Inoltre ammortizza gli urti, isola e protegge gli organi vitali, ne permette lo scorrimento e fornisce sostegno ad alcuni di essi come i reni che poggiano su un cuscinetto di grasso.
Tuttavia, il tessuto adiposo è un organo altamente complesso. Al di là della componente cellulare primaria (gli adipociti),è costituito da una densa matrice extracellulare, vasi sanguigni e terminazioni nervose che permettono un fitto crosstalk (scambio di segnali) di ormoni, citochine e neuromediatori con il cervello e il sistema immunitario.
Non tutto il grasso è uguale. Le sottocomponenti principali (grasso viscerale, sottocutaneo, intramuscolare e bruno) possiedono proprietà biochimiche profondamente diverse. Questa differenziazione spiega il paradosso clinico per cui esistono "obesi metabolicamente sani" e soggetti "finti magri" (MHO - Metabolically Healthy Obese vs MONW - Metabolically Obese Normal Weight) affetti da patologie infiammatorie e insulino-resistenza.
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Adipociti: Ipertrofia, Iperplasia e la Memoria del Grasso
L'unità fondamentale di questo tessuto è l'adipocita, derivante dal lipoblasto. Il volume di un adipocita può aumentare fino a 20 volte sotto lo stimolo di un eccesso calorico prolungato (ipertrofia cellulare).
Dal punto di vista clinico, è fondamentale comprendere la differenza tra ipertrofia e iperplasia adipositaria.
Durante la gestazione, la fase di crescita o in condizioni di grave obesità prolungata, il numero totale di adipociti aumenta (iperplasia).
Quando un paziente dimagrisce, gli adipociti si svuotano del loro volume, ma non diminuiscono di numero. Questo lascia il paziente con innumerevoli "serbatoi vuoti" ma metabolicamente attivi, spiegando l'elevata predisposizione al recupero del peso (il famigerato "Effetto Yo-Yo") negli ex obesi. Ecco perché la prevenzione e la gestione dei livelli di grasso in età pediatrica e adolescenziale determina l'ambiente epigenetico e metabolico dell'adulto.
Il numero di adipociti sembra avere anche una correlazione genetica, quindi chi ha genitori obesi tenderà ad avere un maggior numero di adipociti. Ricordiamo, però, che la genetica ha un peso relativo nello sviluppo dell’individuo mentre ben più importante è il peso dell’epigenetica ovvero le condizioni alimentari, sociali, ambientali in cui il soggetto cresce (pensiamo a quanto possano svilupparsi diversamente due gemelli che vengono fatti crescere uno in Antartide e l’altro a Rio de Janiero). Di conseguenza il soggetto geneticamente “sfavorito” ha un 80% di possibilità di invertire la rotta, anche se con più fatica rispetto a quello geneticamente “favorito”.
Il Metabolismo degli Adipociti e l'Infiammazione Sistemica
L'idea della cellula inerte è ormai obsoleta. Gli adipociti sono veri e propri laboratori biochimici che secernono ormoni (come la leptina e l'adiponectina) e adipochine in grado di modulare il sistema immunitario. Gli adipociti sono coinvolti nella produzione di angiotensina II che, agendo a livello vascolare, induce ipertensione e ipertrofia cardiaca, quadri clinici tipici del paziente obeso.
Il metabolismo di queste cellule si gioca sul delicato equilibrio tra:
Liposintesi: Stoccaggio dei grassi, derivanti dai lipidi alimentari o dalla sintesi de novo a partire dal glucosio (promossa dall'insulina).
Lipolisi: Liberazione degli acidi grassi, stimolata da adrenalina, noradrenalina, GH e glucagone nei momenti di digiuno o intensa attività fisica (mentre l'insulina ne blocca drasticamente l'attività).
Quando l'adipocita subisce un'espansione ipertrofica eccessiva (tipica del grasso viscerale),innesca un rilascio massiccio di citochine pro-infiammatorie, generando quello stato di infiammazione cronica silente alla base della Sindrome Metabolica. Se vuoi approfondire ulteriormente puoi consultare la Lezione 7 dal titolo "Massa Grassa in ambito P.N.E.I."
L'Adipocita Bianco (Uniloculare)
Presenta dimensioni medio-grandi (da 20µm a 200µm) e contiene un'unica enorme goccia lipidica che arriva ad occupare il 90% del volume cellulare, schiacciando nucleo e citoplasma verso la periferia. In fase di ingrassamento estremo, l'ammasso cellulare comprime i vasi sanguigni circostanti. Gli adipociti bianchi di grandi dimensioni (grasso viscerale) sono i principali responsabili della secrezione pro-infiammatoria, mentre quelli più piccoli (tipici del grasso sottocutaneo) secernono prevalentemente citochine antinfiammatorie protettive.
Il metabolismo degli adipociti bianchi è incentrato sulla sintesi e sulla degradazione dei trigliceridi. Di conseguenza il mantenimento del volume degli adipociti è dato dall’equilibrio tra la produzione e la degradazione dei trigliceridi nel tessuto adiposo. Questi due processi avvengono in momenti distaccati, il primo nella fase post prandiale, mentre il secondo nella fase di digiuno, ma devono essere mantenuti in equilibrio se si mira alla stabilità del tessuto adiposo.
Come vedremo più avanti, il volume e il metabolismo degli adipociti bianchi è sensibile alle condizioni infiammatorie dell’organismo. Una prima differenziazione che possiamo fare è quella tra gli adipociti bianchi è in base alla loro dimensione: quelli grossi (tipici del grasso viscerale) producono citochine pro infiammatorie, mentre quelli più piccoli sono tipici del grasso sottocutaneo, hanno un metabolismo minore e secernono soprattutto citochine antinfiammatorie.
L'adipocita bruno (Multiloculare)
Più piccolo e strutturalmente diverso, presenta numerose piccole gocce lipidiche inframezzate da un'elevata densità di mitocondri (che gli conferiscono il colore scuro). È un tessuto altamente vascolarizzato, la cui funzione primaria non è lo stoccaggio, ma la termogenesi (dissipazione di energia sotto forma di calore). Molto abbondante nei neonati, l'adulto ne conserva quantità ridotte (circa 100g-250g),localizzate principalmente tra spalle, collo e reni, ma la sua attivazione rappresenta uno dei target terapeutici più studiati per combattere l'obesità.
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Bibliografia:
N. Siliprandi, G. Tettamanti – “Biochimica medica” – Piccin
A.C. Guyton, J.E. Hall – “Fisiologia medica” – Piccin
A. Guilherme, J.V. Virbasius, V. Puri, M.P. Czech – “Adipocyte dysfunctions linking obesity to insulin resistance and type 2 diabetes” - Nat Rev Mol Cell Biol 2008
P. Ferré - "Adiponectin: from a dipocyte to skeletal muscle" - Ann Endocrinol 2004
Pelizza G. - "COMPOSIZIONE CORPOREA - Dalla fisiologia alla pratica"
M. Pelczynska et al. - “The Role of Adipokines and Myokines in the Pathogenesis of Different Obesity Phenotypes—New Perspectives” - Antioxidants (2023)


